raresquare ha scritto:monsee, io credo (e non so se l'ho preso da qualche fonte, non sarà mia opinione originale) invece che ogni nostra verità è provvisoria, cioè è vera finchè non sarà confutata oppure superata da un'altra più complessa: vedi le tante "sicurezze" del passato, poi annullate da nuove scoperte o conclusioni diverse.
E sbagli, amico mio.
Esistono 3 tipi (tre soltanto) di verità.
Ci sono le verità CERTE, ci sono le verità ASSOLUTE e -infine- ci sono le verità RIVELATE (queste ultime -e loro solamente- sono, invariabilmente, SIA CERTE CHE ASSOLUTE).
Le verità CERTE son, per capirci, quelle della scienza (della Fisica, ad esempio). Esse son CERTAMENTE vere poiché se ne verifica la veridicità sempre empiricamente (ossia, tramite esperimenti condotti col cosiddetto metodo del "doppio-cieco").
Le verità ASSOLUTE son, per intenderci, quelle della matematica (dell'aritmetica o della geometria, ad esempio). Esse sono ASSOLUTAMENTE vere poiché se ne verifica la veridicità sempre logicamente (ossia, tramite dimostrazione logica).
E ora la cosa più importante: le verità CERTE non possono mai essere anche ASSOLUTE. Le verità ASSOLUTE non possono mai essere anche CERTE.
Questo, non già per qualche editto intergalattico, bensì per la loro natura intrinseca.
Una verità CERTA, infatti, è tale solamente in quanto è stata -concretamente- verificata. E una verifica può esserci soltanto in un dato luogo (ossia, in un TEMPO ben preciso) e in un dato spazio (ossia, in uno SPAZIO ben definito). Un esempio assai evidente di verità CERTA è il valore dell'accelerazione gravitazionale (la classica
g). Chiunque può condurre un esperimento (lasciando cadere un oggetto) e verificarlo anche da sé. Non è una questione soggettiva: è una verità OGGETTIVA. E dire che è CERTA significa che varia a seconda del TEMPO e del LUOGO (l'accelerazione gravitazionale sulla Luna NON è affatto la stessa che c'è sulla Terra; l'accelerazione gravitazionale di un qualsivoglia punto del Sistema Solare NON è la stessa che, nello stesso identico punto dello spazio [stesse coordinate spaziali, dunque], c'era 5 miliardi di anni fa [epoca in cui non esistevano i pianeti e neanche il Sole])...
Per converso, una verità ASSOLUTA è tale solamente in quanto è stata -logicamente- dimostrata. Ossia, secondo le ferree regole della matematica.
Ma che direbbero, a ben guardare, codeste "ferree regole"?
Si basano, in sostanza, sull'accettazione di alcune (assai poche) premesse e sul fatto che,
se dal fatto che un elemento goda di una certa caratteristica discende che tale specifica caratteristica venga invariabilmente trasmessa al suo immediato "successore" e
se tale caratteristica appartiene al primo termine della successione,
allora tale caratteristica appartiene a TUTTI i termini della successione (virata al ridicolo: se dal fatto che uno dei genitori è biondo discende invariabilmente che tutti i figli sian parimenti biondi e se era bionda Eva, allora tutti gli uomini son biondi).
Questo specifico principio è noto in matematica come
Principio di induzione matematica completa ed è quello che ci consente, fra l'altro, di "dominare l'infinito" (di analizzare a fondo "l'infinito", insomma, pur noi essendo "finiti").
Insomma, è un poco come il gioco degli scacchi: accettate le regole, quello che ne consegue è la totalità di mosse e di varianti (insomma, la totalità delle possibili Partite).
Ma saranno poi VERE le poche, semplicissime, "regolette" iniziali che abbiamo dato per assodate senza verificarle?
Non lo si può sapere, non lo sapremo mai. Quel che sappiamo è che, esattamente come succede con gli scacchi, bisogna accettar le "regole" oppure non ci si può giocare (non è già più "giocare a scacchi", se s'usan "regolette" differenti: regole differenti, dan luogo a giochi anch'essi differenti).
Di fatto, abbiam verificato (e questa è verità [una verità ASSOLUTA], dimostrata da un geniaccio che si chiamava Kurt Gödel) che, all'interno di una qualsivoglia disciplina -aritmetica inclusa,- non è proprio possibile dimostrar la
completezza e la
non-contraddittorietà dei postulati (che qualcuno chiama "assiomi" e che son proprio quelle "regolette" di cui abbiam parlato sino ad ora).
Curiosamente, è stato pure dimostrato che SE anche un solo assioma fosse FALSO, sarebbe dimostrabile che l'intera disciplina che sopra esso si basa è VERA (perché da una bugia si può andare a dimostrar qualunque cosa: se scrivo "Io sono alto sette metri e mezzo e questo è vero quant'è vero che mi chiamo
Brigitte Bardot" ho scritto una cosa VERA [dato che NON mi chiamo affatto
Brigitte Bardot, per cui la frase da me scritta risulta, nel suo complesso,
vera]).
Riassumendo: le verità CERTE basan la propria veridicità sul "QUI e ORA" (son vere sempre limitatamente ad un preciso spazio-tempo), mentre le verità ASSOLUTE basan la loro veridicità sul "SEMPRE E OVUNQUE" (son vere indipendentemente dallo spazio e dal tempo), giacché il fatto che da una premessa discenda forzatamente una conseguenza implica che, laddove si accetti la premessa, la conseguenza è necessaria e inevitabile.
Spero di aver chiarito, un poco a questo punto, perché le cose vere "QUI e ORE" non possono esser vere anche "SEMPRE e OVUNQUE" e perché le cose che son vere "SEMPRE e OVUNQUE" non posson esser vere "QUI e ORA": è per loro stessa
definizione, non per qualche capriccio del destino.
Ci sono, infine -l'abbiamo accennato all'inizio- le verità RIVELATE (le "verità della fede, della religione"). Le quali, per pura e semplice definizione, sono comunque FALSE, giacché sono SIA "certe" [valgono "qui e ora"] CHE "assolute" [valgono "sempre e ovunque"], laddove è dimostrato che né una verità CERTA può esser pure "assoluta", né una verità ASSOLUTA può esser pure "certa"...
Come puoi ben vedere, amico mio, nel mondo delle
verità, per le "nostre opinioni personali" non c'è decisamente alcuno spazio.