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Piccole pesti picchiano Opzioni
dead
Inviato: Saturday, May 08, 2010 5:26:07 PM

Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 9/20/2004
Posts: 1,345
La maestra con la milza lesionata non può ovviamente rivalersi sul minore, ma dovrebbe poter rivalersi sui genitori chiedendogli un risarcimento tale da lasciarli in mutande. Allora si che rifletterebbero su che razza di educazione hanno dato ai loro figli.

Gli insegnanti non sarebbero costretti a ricorrere a metodi coercitivi se i genitori fossero capaci a fare un po' meglio il loro mestiere. O pretendiamo forse che i bambini nati in questo nuovo millennio siano geneticamente differenti dai precedenti??


Sono cosi avanti che quando guardo indietro vedo il futuro.
monsee
Inviato: Saturday, May 08, 2010 7:58:35 PM
Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 4/5/2005
Posts: 22,971
dead ha scritto:
La maestra con la milza lesionata non può ovviamente rivalersi sul minore, ma dovrebbe poter rivalersi sui genitori chiedendogli un risarcimento tale da lasciarli in mutande. Allora si che rifletterebbero su che razza di educazione hanno dato ai loro figli.

Gli insegnanti non sarebbero costretti a ricorrere a metodi coercitivi se i genitori fossero capaci a fare un po' meglio il loro mestiere. O pretendiamo forse che i bambini nati in questo nuovo millennio siano geneticamente differenti dai precedenti??

Concordo con la tua opinione. Principalmente alla famiglia spetta il compito di EDUCARE. I docenti dovrebbero, invece, poter unicamente INSEGNARE (esser degli "insegnanti", NON degli "educatori").
Il bimbo in questione NON si può "mettere in croce" (bisogna far sì che arrivi a intendere l'errore insito nel suo comportamento [mi riferisco alla "scazzotata" con il compagno, posto che il colpo micidiale alla maestra sia stato frutto di un mero incidente a seguito di una colluttazione concitata], ovviamente, ma non ha nessun senso esagerere e criminalizzarlo).
Dievrsa, ovviamente, è la questione per i genitori del bambino in questione: non solo dovrebbero esser LORO ad accollarsi (in toto) le spese mediche per tutte le cure dovute alla maestra (convalescenza inclusa), ma aggiungervi -in più- anche quel c he la maestra non verrà a guadagnare per il periodo che non potrà recarsi al lavoro, un indennizzo per i danni materiali subiti e un ulteriore indennizzo -aggiuntivo- per gli ovvi e indiscutibili danni psicologici e morali...
azzurrag
Inviato: Saturday, May 08, 2010 10:38:40 PM

Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 4/14/2009
Posts: 2,264
Alcuni anni fa ho avuto la possibilità di partecipare ad un corso di formazione su: L'Educazione Razionale Emotiva

Ovviamente, a me come insegnante è servito molto. Ma questa formazione la estenderei obbligatoriamente anche a tutti i genitori (con firma di presenza), perchè diversi fra loro non hanno più alba di che cosa veramente significhi esserlo e ritengo vadano ri-educati.

Solo una piccola annotazione: alla fine del corso il formatore (psicologo e psicoterapeuta) concluse dicendo: "Vi faccio i miei migliori auguri nell'applicare nel vostro lavoro quanto vi ho detto, perchè io con mia figlia adolescente per ora non ci sono riuscito..." Francamente non sapevo se ridere o piangere, ma capisco che neppure fare i genitori oggigiorno sia poi così facile.

:-)
francesca64
Inviato: Sunday, May 09, 2010 12:42:48 AM

Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 4/2/2009
Posts: 1,367
Non entro nel merito di realtà scolastiche che non conosco ma vorrei focalizzare l’attenzione sulla scuola italiana dei nostri giorni.
I tempi sono cambiati,il nostro modo di educare,in quanto genitori è cambiato,la nostra società pensa ed agisce in modo differente rispetto al passato,la scuola negli anni è rimasta uguale.

Parlo per esperienza personale,pur vivendo in un’isola felice occupandomi di bambini piccoli,vedo spesso le difficoltà incontrate dalle famiglie nell’occuparsi dei loro figli. Alla scuola,oggi,viene affidato il compito di insegnare ed educare. Non potrebbe essere diversamente,i bambini/ragazzi passano la maggior parte del loro tempo a scuola,terminato il tempo scuola ci sono le attività extra scolastiche,i genitori ritrovano i loro figli alla sera,troppo poco tempo da dedicargli.
Ebbene,ci si trova ad essere contemporaneamente insegnanti/educatori di soggetti diversi ,con problematiche diverse e spesso senza le competenze idonee.

Quello che alla scuola manca,a mio avviso, è un supporto,un aiuto adeguato da parte di esperti che sappiano “leggere”ed eventualmente risolvere in itinere i disagi che gli alunni vivono. Sempre più spesso,nonostante parlo di una fascia di età che va dai 3 ai 5 anni,puntualmente ci si ritrova a “segnalare” alunni con disagi,spesso le famiglie accettano i consigli e decidono di farsi aiutare da enti esterni. A volte capita che non accettano la realtà e lasciano correre,non comprendendo il disagio che vivono i loro figli.

Sempre più spesso la figura dell'assistente educatore,su richiesta dell'insegnante dopo un'attenta osservazione e concordata con i genitori,è di ausilio all'insegnante nel supportare un alunno in difficoltà,ma questo non basta.
Posso dire con certezza che è in aumento il numero di bambini disagiati,bambini con ritardo nello sviluppo evolutivo,con problemi logopedici o che comunque vengono fermati (sempre se i genitori sono d’accordo)un anno in più alla Scuola dell’Infanzia.
Non ha senso aumentare il tempo scuola,cambiare nome o gerarchia alle varie discipline se non si ha un concetto nuovo della scuola stessa,adeguata ai tempi e alle necessità che ne conseguono.
Purtroppo come tutti sappiamo anziché “allargare gli orizzonti “si tende a tagliare il personale a discapito di una futura società che sarà costituita dagli esseri fragili di oggi.

Ci sarebbe moltissimo da dire ma mi fermo qui,mi sono dilungata abbastanza,perdonatemi.
ma13irob
Inviato: Sunday, May 09, 2010 11:50:15 AM

Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 3/14/2009
Posts: 531
Buongiorno a tutti.
Seguo questa discussione con interesse, stavo per intervenire, ma Francesca lo ha fatto prima di me, dicendo esattamente quello che penso io.
Sono la madre di una ragazzina che frequenta la seconda media e vedo le cose "da questa parte della barricata", ossia da madre. Ma i fatti stanno proprio così, per me. Aggiungo solo che a me e mio marito stanno venendo i diverticoli, giorno dopo giorno, accompagnandola in questo percorso educativo-scolastico. Negli anni sono cambiate la famiglie, sono cambiati i ragazzi, ma i problemi di una volta, oggi ricadono sempre di più su chi, in fin dei conti, vuole solo studiare (o per gli insegnati, vuole veramente insegnare). Da quel che vedo (è sempre successo), in ogni classe ci sono casi "difficili" o bambini che richiedono attenzioni particolari. Parlo per esperienza personale, sono 2 anni che io ed altri genitori spieghiamo il programma di matematica ai nostri figli (chi non ne ha il tempo, manda i figli a ripetizione -12 nella classe di mia figlia su 27-). Ma vorrei far sempre presente che alle mie lamentele (anche scritte) non ho mai trovato qualche genitore che si esponesse al mio fianco, per paura di "ritorsioni". Tutti zitti alle riunioni e tutti a lamentarsi fuori da scuola, secondo un consueto malcostume Nazionale. Siamo sempre noi, popolo, a fare la differenza.
square
Inviato: Sunday, May 09, 2010 1:28:01 PM

Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 10/10/2009
Posts: 1,670
ma13irob ha scritto:
......... Ma vorrei far sempre presente che alle mie lamentele (anche scritte) non ho mai trovato qualche genitore che si esponesse al mio fianco, per paura di "ritorsioni". Tutti zitti alle riunioni e tutti a lamentarsi fuori da scuola, secondo un consueto malcostume Nazionale. Siamo sempre noi, popolo, a fare la differenza.


Ho avuto anch’io qualche problema del tipo che dici, nella carriera scolastica dei miei figli (non molti problemi, per fortuna). Spesso ho sorvolato: in tutte le amministrazioni statali ci possono essere disfunzioni (supplenti nominati in ritardo, orari fatti male …). In un caso però, eclatante e chiarissimo delle responsabilità di un’insegnante, sono riuscito ad ottenere qualche risultato positivo facendo sì che il rappresentatante di classe inserisse a verbale la mia protesta: garbata e non offensiva, ma chiara.
Però ho pure visto molti casi, numericamente superiori, di proteste ingiuste di genitori che non avevano una visione obiettiva della situazione e delle capacità del figlio\a. Dall'esterno, ci si rende conto che i migliori giudici (fuori dal campo affettivo) non sono quasi mai i genitori.
magomagu
Inviato: Sunday, May 09, 2010 10:10:38 PM
Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 5/17/2009
Posts: 659

Mi sembra che la discussione si sia un po' allargata, la scuola è un tema che appassiona.
Due cose:

1) IL MERITO di cui parla Ecofive è un tema importante.
Oggi come oggi, io lo collegherei - non tanto al "sapere" dell'insegnante - quanto ai risultati raggiunti.
Se noi riuscissimo ad introdurre degli indicatori misurabili, che attestino il raggiungimento di risultati concreti, troverei legittimo (risorse permettendo) raddoppiare anche lo stipendio agli insegnanti che raggiungono risultati dimostrabili (prefissati ad inizio anno).


2) IL DISAGIO e le difficoltà di ins. e studenti di cui parlano Azzurra e Francesca.
E' vero, la scuola è cambiata molto, sono cambiati i ragazzi e ci sono nuovi problemi da affrontare.
Credo che l'insegnante non debba essere anche un terapeuta, un assistente sociale, un logopedista. Ma soprattutto uno specialista delle sue discipline e della comunicazione (che veicola le discipline e stabilisce le relazioni) - ovviamente deve anche sapere chi contattare (quale tipo di specialista) a seconda delle difficoltà specifiche.
Voglio dire che - nonostante le complessità delle varie situazioni (disattenzioni, svantaggi vari, maleducazioni, ecc.) la scuola dovrebbe concentrarsi sugli apprendimenti: questa è la sua mission e sono convinto che perfino nelle situazioni più drammatiche, anche i piccoli successi scolastici (che l'insegnante riesce pazientemente a indurre) si traducono comunque in un rafforzamento dell'autostima, della motivazione, del concetto di sé e possono costituire il presupposto dell'avvio di circoli virtuosi.
ecofive
Inviato: Sunday, May 09, 2010 11:20:31 PM

Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 6/20/2008
Posts: 7,111
Molto interessante è il discorso sugli indicatori misurabili. Non è però un problema di semplice soluzione. Faccio un esempio personale: mi è capitato spesso, quando insegnavo nei moduli, di avere una classe di alunni pronti, vivaci, con cui si poteva dialogare ed impostare anche bei ragionamenti ed una classe parallela in cui non si cavava un ragno dal buco. Eppure ero sempre io l'insegnante: "decente" in una classe, "insufficiente" in un'altra.
Altro esempio: l' Invalsi ( Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione ) ha predisposto delle prove nazionali di valutazione. Il test è quindi oggettivo e perciò i risultati dovrebbero essere confrontabili; ma in realtà non è così. In certe classi del mio ex Istituto Comprensivo la percentuale degli alunni stranieri è di circa il 38% e certamente i risultati delle prove relative alla lingua italiana non raggiungono la media nazionale. In base ai risultati conseguiti, anche se ha sputato sangue, l'insegnante è meno bravo dei colleghi che hanno alunni meno problematici in classe?
Comunque è indubbio che una valutazione dell'insegnante sia necessaria.

Ciao.
ma13irob
Inviato: Monday, May 10, 2010 8:03:51 AM

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Iscritto dal : 3/14/2009
Posts: 531
ciao square:ogni tanto ci si trova, vedo che alla fine gli argomenti di attualità si ritrovano anche qui. Ogni caso è a sé, quello che ti ho citato è riferito ad una classe -quella di mia figlia-, per fortuna, molto buona in generale. Il succo del mio discorso è che ci sono dei casi estremi sia da parte degli alunni, sia delle famiglie, sia degli insegnanti. Se mi conosci un po', le mie proteste non sono mai sgarbate, ma credimi, ritrovarsi a spiegare il Teorema di Pitagora perchè il prof lo ha fatto spiegare ad una compagna (molto brava, a gennaio si era già studiata da sola tutto il programma di matematica e geometria), beh, mi costa ore e ore pomeridiane che la bambina potrebbe trascorrere facendo altro ed io anche. Nelle altre materie è completamente autonoma ed il resto degli insegnanti sarebbero da "clonare" per quanto sono bravi. Pochi giorni fa' è tornata a casa piangendo perchè lui è entrato in classe e le ha chiesto: " ma come fai tu con la testa che hai, a fare dei disegni così belli? (è portata per il disegno, il mio avatar è suo, i suoi disegni sono esposti a scuola) -te li fanno i tuoi genitori, vero? Square, non so' neanche io cosa fare..
square
Inviato: Monday, May 10, 2010 9:44:07 AM

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Iscritto dal : 10/10/2009
Posts: 1,670
ma13irob ha scritto:
..... Se mi conosci un po', le mie proteste non sono mai sgarbate, ma credimi, ritrovarsi a spiegare il Teorema di Pitagora perchè il prof lo ha fatto spiegare ad una compagna (molto brava, a gennaio si era già studiata da sola tutto il programma di matematica e geometria), beh, mi costa ore e ore pomeridiane che la bambina potrebbe trascorrere facendo altro ed io anche. .....


Intervengo con piacere anch'io e non ho mai pensato che tu fossi di quei genitori presuntuosi: dopo un po’, si finisce per capire abbastanza dell’altro\a.
Penso che se la situazione è fastidiosa ma riuscite a gestirla, tenterai di parlare “a cuore aperto” con il sopraddetto prof (cosa che avrai già fatto) e (ma solo dopo) con il dirigente; però è importante che tu e tuo marito facciate in modo che la ragazza non sia “colpita” da quanto succede, cioè non si senta troppo offesa da situazioni sostanzialmente non gravi; secondo me questa è la cosa più importante, anche per la sua crescita, parlando da genitore.
Se invece la situazione col prof è molto grave, si dovrà fare qualche passo più decisivo. Uno dei primi passi è quello che dicevo sopra: intervenire o far intervenire il rappresentante nelle riunioni ufficiali, mettendo a verbale.
Tenendo presente che agire nel campo statale è solitamente, purtroppo, poco efficace, e che il mestiere di genitore porta spesso preoccupazioni di questo tipo.
magomagu
Inviato: Monday, May 10, 2010 11:28:26 AM
Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 5/17/2009
Posts: 659
ecofive ha scritto:
Molto interessante è il discorso sugli indicatori misurabili. Non è però un problema di semplice soluzione. Faccio un esempio personale: mi è capitato spesso, quando insegnavo nei moduli, di avere una classe di alunni pronti, vivaci, con cui si poteva dialogare ed impostare anche bei ragionamenti ed una classe parallela in cui non si cavava un ragno dal buco. Eppure ero sempre io l'insegnante: "decente" in una classe, "insufficiente" in un'altra.


Certamente le differenziazioni andrebbero fatte, altrimenti tutti vorrebbero la classe dei "bravi"...
Ovviamente occorrerebbero test di ingresso e test di uscita, in modo che gli esiti siano in stretta relazione con le prove d'ingresso.
Cioè, ad inizio d'anno si "fotografa" la situazione iniziale - e poi in corso d'anno si tiene conto dei vari correttivi (Serafino ha avuto il morbillo ed è stato a casa due mesi, a dicembre mi è entrato un alunno nuovo che sa solo parlare in dialetto, ecc.) e a giugno si "fotografa" di nuovo la situazione finale.
E' evidente che la situazione finale va messa in stretta correlazione con quella iniziale.
Mi rendo conto che è forse un marchingegno complesso, forse si può trovare qualcosa di più semplice, l'importante è che sia basato sul principio dei "risultati raggiunti", perché è questo elemento che può portare a una maggiore responsabilizzazione...

ecofive
Inviato: Monday, May 10, 2010 11:38:52 AM

Rank: AiutAmico

Iscritto dal : 6/20/2008
Posts: 7,111
Un tempo la valutazione era più semplice: il Direttore Didattico veniva in classe, controllava i quaderni, interrogava i ragazzi, esaminava il registro (ben più semplice e completo di quella odierna massa di documenti sparsi che si è costretti a compilare e sono di difficile interpretazione). Ti assicuro che il metodo, anche se un po' empirico, era valido nella quasi totalità dei casi esaminati.

Ciao.
epipactis
Inviato: Monday, May 10, 2010 12:08:53 PM
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Iscritto dal : 3/11/2009
Posts: 2,276
magomagu ha scritto:

Ovviamente occorrerebbero test di ingresso e test di uscita, in modo che gli esiti siano in stretta relazione con le prove d'ingresso.
Cioè, ad inizio d'anno si "fotografa" la situazione iniziale - e poi in corso d'anno si tiene conto dei vari correttivi (Serafino ha avuto il morbillo ed è stato a casa due mesi, a dicembre mi è entrato un alunno nuovo che sa solo parlare in dialetto, ecc.) e a giugno si "fotografa" di nuovo la situazione finale.
E' evidente che la situazione finale va messa in stretta correlazione con quella iniziale.

Stando ben attenti ad interpretare correttamente i risultati. Pierino che da un 1 passa al 2, è degno di lode perchè ha migliorato del 100%, mentre invece Sivio, che dal 9 è passato al 10 ha migliorato solo dell'11%, pertanto grazie allo sforzo notevolissimo dimostrato da Pierino, questi è promosso alla classe successiva. Non è una barzelletta: con queste motivazioni speciose la maggior parte degli studenti di Liceo Scientifico vengono diplomati senza aver mai avuto una sufficienza nel compito di matematica e parimenti vengono diplomati studenti al Liceo Classico che non hanno mai raggiunto una sufficienza nello scritto di greco. Questa mia testimonianza purtroppo deriva dalla esperienza di 35 anni di commissario agli Esami di Stato. Pertanto non mi meraviglia quando in televisione gente anche "l'aureata" (ho visto scritto questo in una domanda di supplenza: "Io, l'aureato in Lettere, chiedo supplenza...") non riesce a mettere insieme correttamente un congiuntivo od un condizionale ( Di Pietro in primis...).
ma13irob
Inviato: Monday, May 10, 2010 1:19:55 PM

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Iscritto dal : 3/14/2009
Posts: 531
Commenta:
Uno dei primi passi è quello che dicevo sopra: intervenire o far intervenire il rappresentante nelle riunioni ufficiali, mettendo a verbale.

square:la rappresentante di classe sono io ed altri 3 genitori (da noi ce ne vogliono 4), ma i miei colleghi che sono più furbi di me, hanno detto che loro non porteranno avanti la questione, in quanto i loro figli sono bravi ma il professore è molto vendicativo. Mia figlia ha 9 ed anche io dovrei stare zitta, tuttavia 12 famiglie che pagano le ripetizioni mi sono sembrate già un dato di fatto. Ho parlato più volte con il prof, che infatti mi ha detto: "cosa viene a fare qui da me, sua figlia ha tutti 9.." Ecco perchè tutti i santi giorni la tartassa, anche se io e mio marito la consoliamo e cerchiamo di sdrammatizzare.
Per quanto riguarda quello che avete detto sugli indicatori, io la trovo una buona idea e sarebbero uno strumento valido,molto utile nella scelta anche dell'indirizzo scolastico.
ecofive: io me lo ricordo, è proprio così, entrava il Preside a sorpresa ed interrogava; mi tremavano le gambe quando lo vedevo in classe.
ecofive
Inviato: Monday, May 10, 2010 3:10:03 PM

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Iscritto dal : 6/20/2008
Posts: 7,111
E ti assicuro, Ma13rob, che anche agli insegnanti tremavano le gambe ...

Ciao.
magomagu
Inviato: Monday, May 10, 2010 6:01:25 PM
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Iscritto dal : 5/17/2009
Posts: 659
Ecofive: secondo me col tuo Direttore eri "pappa e ciccia" (in senso buono, cioé eravate amici)..., altro che ti tremavano le gambe...



Epipactis: non formalizziamoci per qualche erroretto di ortografia... Guarda qui:












E poi...
chi mi sa dire, al volo, senza guardare su un libro di grammatica, qual é la regola per fare il plurale nelle parole che finiscono con "cia" o "gia"?

ecofive
Inviato: Monday, May 10, 2010 6:21:21 PM

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Posts: 7,111
Bisogna vedere se prima di cia o gia c'è una vocale. Se c'è, al plurale va una i, altrimenti no . Esempi: camicia > camicie;
provincia > province.
Ricordo benissimo questa particolarità grammaticale perché in prima magistrale, in una provetta, ho preso 4 perché non ho ricordato questa regola.

Ciao.
square
Inviato: Monday, May 10, 2010 6:30:09 PM

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Iscritto dal : 10/10/2009
Posts: 1,670
ecofive ha scritto:
............................
Ciao.


Però non hai risposto alla domanda di magomagu sul Direttore pappa-e-ciccia ... secondo me eri con la tua Signora, altro che tremare le gambe (forse ti tremavano per qualche altro motivo).
ecofive
Inviato: Monday, May 10, 2010 6:56:08 PM

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Iscritto dal : 6/20/2008
Posts: 7,111
No Square, il mio primo Direttore era un uomo, una persona competente e ci stimavamo a vicenda; ciò non toglie che quando veniva in visita (è questo il termine tecnico) non ero mai tranquillo. Ve l'ho detto, erano altri tempi e tutti cercavano di puntare al massimo della qualifica. E mica che il Direttore si fermava pochi minuti; se ti andava bene eri in realtà tu l' "esaminato" per almeno tre ore.
Il tutto si concludeva con un colloquio in direzione, dove ti veniva presentato il verbale da esaminare e poi firmare per presa visione. Chi non accettava il "verdetto" poteva fare ricorso all' Ispettore scolastico ( era meglio non farlo!).
Di solito, se avevi lavorato con coscienza, da questi verbali ricavavi anche molte soddisfazioni. Era come ricevere un premio. E l'anno succesivo lavoravi ancora con più entusiasmo. Il meccanismo era molto semplice, a costo zero per lo Stato, ed efficace.

Ciao.
square
Inviato: Tuesday, May 11, 2010 10:29:00 AM

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Iscritto dal : 10/10/2009
Posts: 1,670
ecofive ha scritto:
No Square, il mio primo Direttore era un uomo, una persona competente e ci stimavamo a vicenda.............
Ciao.


Sono sicuro che tu sia stato un insegnante coscienzoso, uno di quelli che - senza tanti clamori - tirano avanti la Scuola lavorando con passione.
Ma, ritornando sul tema, non pare anche a voi che i ragazzi, gli alunni, italiani siano mediamente più vivaci, più indisciplinati degli altri di altre nazioni? E non colpevolizzo gli insegnanti, che ne sarebbero casomai le vittime.
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